sabato 5 giugno 2021

mercoledì 17 febbraio 2021

DE L'INFINITO, UNIVERSO E MONDI - GIORDANO BRUNO (NOLA, 1548 - ROMA, 17 FEBBRAIO 1600)

GIORDANO BRUNO raffigurato in un'opera di Barbato Limatola dei primi anni '90


 LA PROFEZIA DI GIORDANO BRUNO, CONFERMATA DALLA SCIENZA DOPO TRE SECOLI E MEZZO, IN CUI DIO E LA SUA CREAZIONE SONO LEGATI IN UN INDISSOLUBILE DESIDERIO DI SUSCITARE VITA. 

ADATTAMENTO DI MANUELA MADDAMMA - anno 2013 - Editore VENEXIA

giovedì 7 marzo 2019

CICCO SIMONETTA: le origini del legame con Pavia


In Pavia, in un quartiere residenziale poco lontano dal centro storico e soprattutto non lontano dal castello Visconteo, alcune vie sono dedicate a personaggi della famiglia Sforza, quali Bona di Savoia e Lodovico il Moro.
Una  è dedicata a CICCO SIMONETTA (1410 – 1480), un politico avveduto, uomo di profonda cultura e protettore dei dotti: la sua famiglia era originaria della Calabria ed entrò in contatto con gli Sforza dopo che nel 1418 Ludovico, duca di Milano, si unì in matrimonio alla principessa Polissena della nobilissima famiglia Ruffo ed ebbe il possesso di Caccuri, nella contea di Catanzaro.
 La fortuna della famiglia di Caccuri è dovuta al fatto che suoi membri si misero al servizio dei duchi di Milano.
Francesco, detto Cicco,  fu al servizio di Francesco Sforza, si distinse nella guerra di Lombardia, fu governatore di Lodi, ebbe la signoria di Sartirana in Lomellina.
Consigliere e segretario fedelissimo prima di Francesco e poi di Galeazzo Maria, alla morte di quest’ultimo fu al fianco di Bona di Savoia, reggente dell’erede designato Gian Galeazzo.
Cicco Simonetta assunse di fatto il controllo del ducato, ma, aspramente contrastato dai fratelli di Galeazzo Maria, tra i quali l’ambiziosissimo Ludovico, cadde in disgrazia e, quando Ludovico il Moro prese il controllo del ducato, fu imprigionato con l’accusa di tradimento nel castello di Pavia e decapitato il 30 ottobre 1480.
La toponomastica mantiene dunque la memoria di uno stretto rapporto tra le sorti della città di Pavia e quelle di una famiglia trasferita dalla  Calabria in Lombardia, precisamente a Milano e nella Lomellina: prezioso documento della vita politica del ‘400 e della mobilità sociale, che risulta una inevitabile costante nella nostra storia.
Importante è che la città di Pavia conservi quella memoria, ma risulta anche significativo che sulla via Simonetta si affaccino due scuole (una materna ed una secondaria di primo grado): insegniamo e impariamo che due regioni lontane sulla carta geografica nella storia di un popolo sono vicine e coprotagoniste.
                                                                      
  Il presente articolo è dedicato alla Dr.ssa Francesca
Iealpi che con il suo lavoro e  passione ha contribuito alla riuscita
del Convegno svoltosi a Pavia il 2 febbraio!
Speriamo che in futuro ci darà ancora una mano.
 Grazie a nome del Centro di Cultura “CITTA’ DEL SOLE’^   
Vincenzo Lista                                                                                                                                                                                                                                                                                                           

domenica 17 febbraio 2019

GIORDANO BRUNO: un ricordo nell'anniversario della morte

GIORDANUS BRUNUS NOLANUS
Contea di Nola 1548-Roma 1600


Uno sguardo a Liveri di Nola e Livardi di San Paolo Belsito visti dalla collina di Castelcicala; in questi due piccoli borghi, a nord del Vesuvio, Giordano trascorse gli anni dell'infanzia e della prima adolescenza, per poi entrare nel monastero domenicano di Napoli a piazza San Domenico Maggiore. 
Giordano Bruno, frate domenicano, spirito ribelle e grande filosofo, fu condannato dalla Chiesa per le sue idee anticonformiste su Dio e sul mondo; gli fu tagliata la lingua con la mordacchia e bruciato vivo in Campo dei Fiori il 17 febbraio 1600, per aver anticipato troppo i tempi e aver detto verità che solo oggi noi sentiamo familiari. Inginocchiato, Bruno non si sottomise, ma alla lettura della sentenza di morte scattò in piedi e ai suoi giudici gridò:"Avete forse più timore voi nel pronunciare questa sentenza che io nel riceverla".